Anoressia maschile
- Drudi F
- 31 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Anoressia e disturbi alimentari nei maschi: il problema che non viene visto (e quindi non viene curato)
Quando si parla di disturbi alimentari, nella mente di quasi tutti appare l'immagine di una ragazza adolescente. Questa associazione ha un costo enorme, rende invisibili tutti gli altri. E in particolare, rende invisibili gli uomini, che soffrono, che non vengono riconosciuti, e che spesso non cercano aiuto perché non si sentono autorizzati a farlo.

Quanto sono diffusi i disturbi alimentari negli uomini
Le stime variano, ma i dati più recenti indicano che circa il 25-30% delle persone con disturbi del comportamento alimentare è di sesso maschile. Questo significa che su 10 persone con un DCA, circa 3 sono uomini. Un numero enorme, e sistematicamente sottostimato, perché i maschi vengono diagnosticati molto meno frequentemente e molto più tardi rispetto alle donne.
Le ragioni sono sia cliniche che culturali, i criteri diagnostici storicamente costruiti su campioni femminili, la minore tendenza degli uomini a riconoscere il problema come tale, lo stigma associato a "una malattia da ragazze", e la diversa forma con cui i disturbi si presentano nel sesso maschile.
Come si presenta nei maschi
Nei maschi i disturbi alimentari hanno spesso caratteristiche diverse rispetto alla presentazione classica femminile:
L'obiettivo non è sempre la magrezza ma la muscolosità, si parla di vigorexia o dismorfia muscolare quando l'ossessione riguarda l'aumento della massa muscolare e la riduzione del grasso corporeo
La restrizione alimentare è spesso mascherata da linguaggio fitness, mangiare "pulito", protocolli alimentari rigidi, eliminazione di interi gruppi alimentari in nome della performance
Le abbuffate negli uomini sono più frequentemente associate all'uso di alcol e meno facilmente riconoscibili come tali
Il disagio per il corpo è spesso espresso come insoddisfazione per la forma (non abbastanza muscoli, troppo grasso) piuttosto che per il peso

Perché non chiedono aiuto, e perché questo è un problema
Gli uomini con disturbi alimentari attendono in media più a lungo prima di cercare supporto professionale. Diverse barriere contribuiscono:
La convinzione che i disturbi alimentari siano "roba da donne"
La difficoltà a riconoscere i propri sintomi come patologici in assenza di un modello maschile di riferimento
Lo stigma del chiedere aiuto per un problema emotivo
L'assenza di campagne di sensibilizzazione che li includano
I professionisti che talvolta non considerano la possibilità di un DCA in un paziente maschio
Il ritardo nella diagnosi e nel trattamento ha conseguenze serie, fisiche, psicologiche e relazionali.
La vigorexia: il disturbo alimentare maschile più invisibile
La vigorexia, o dismorfia muscolare, è una condizione in cui la persona è ossessionata dall'idea di non essere abbastanza muscolosa, indipendentemente dall'aspetto reale. Porta a regimi alimentari estremamente rigidi, esercizio fisico compulsivo, uso di integratori e talvolta di sostanze anabolizzanti, e un'alterazione significativa della percezione corporea.
Culturalmente è spesso normalizzata, "è uno che si allena tanto, che mangia sano", il che ritarda enormemente il riconoscimento del problema.
Come si lavora in psicologia su questi disturbi
Il percorso psicologico per i disturbi alimentari maschili non è diverso nella sua struttura da quello femminile, ma richiede un contesto in cui l'uomo si senta accolto senza giudizio, in cui il suo vissuto specifico venga riconosciuto e non proiettato su un modello che non gli appartiene. Lavorare su identità, autostima, corpo e controllo è il nucleo del percorso, indipendentemente dal sesso.
Sei un uomo e senti che il rapporto con il cibo o con il corpo ti sta pesando? O hai un figlio, un fratello, un compagno che riconosci in questo articolo?
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