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Attacchi di Panico

  • Immagine del redattore: Drudi F
    Drudi F
  • 17 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Attacchi di panico: non è il cuore, non stai impazzendo.

C'è qualcosa di importante da capire


Il cuore che batte forte, il respiro che manca, la sensazione di morire o di impazzire. E poi, quasi all'improvviso, finisce. Dura pochi minuti. Ma quei minuti cambiano qualcosa. Da quel momento, una parte di te inizia ad aspettare il prossimo.

È questa attesa il problema vero.


attacco di panico

Cosa succede nel corpo durante un attacco di panico

Un attacco di panico è una risposta di allarme del sistema nervoso autonomo, la stessa risposta che si attiverebbe davanti a un pericolo reale, in assenza di un pericolo reale. Il corpo si prepara a combattere o fuggire: il cuore accelera, il respiro si fa rapido e superficiale, i muscoli si tendono, appare sudorazione, la visione può restringersi.

Tutti questi sintomi sono fisiologicamente normali in una situazione di pericolo. Il problema è che avvengono quando il pericolo non c'è, o quando il "pericolo" è la sensazione stessa. E questo genera un circolo. La sensazione fa paura, la paura amplifica la sensazione, la sensazione fa ancora più paura.


Il vero problema: la paura della paura

Molte persone che hanno avuto attacchi di panico sviluppano quella che si chiama ansia anticipatoria, la paura di avere un altro attacco. Questa paura porta a monitorare costantemente il corpo alla ricerca di segnali, a evitare situazioni in cui potrebbe succedere di nuovo, a restringere progressivamente la propria vita.

È questo meccanismo, non l'attacco in sé, che nel tempo diventa invalidante. E su questo che lavora la psicologia.


attacco di panico

Dove possono comparire: la specificità delle situazioni

Gli attacchi di panico possono essere inaspettati oppure situazionali, legati a contesti specifici: guidare, prendere i mezzi, stare in luoghi affollati, aspettare in fila, allontanarsi da casa. Quando l'evitamento di queste situazioni si struttura, si parla di agorafobia, una complicazione frequente del disturbo di panico non trattato.


Come lavora la psicologia sugli attacchi di panico

Un percorso psicologico sugli attacchi di panico ha risultati molto buoni, spesso in tempi relativamente brevi rispetto ad altri disturbi. Si lavora su:

  • La comprensione del meccanismo: capire cosa sta succedendo nel corpo riduce già la paura

  • La risposta alla sensazione: imparare a non interpretare i sintomi come pericolo interrompe il circolo

  • L'esposizione graduale: avvicinarsi progressivamente alle situazioni evitate in modo controllato e sicuro

  • La gestione dello stress sottostante: gli attacchi di panico raramente arrivano dal nulla, quasi sempre segnalano un livello di tensione che il sistema nervoso non riesce più a contenere.


Oltre alla terapia anche l'ipnosi e il training autogeno possono essere strumenti molto efficaci in questo percorso, in particolare per modificare la risposta fisiologica all'ansia.


Stai vivendo attacchi di panico o hai paura di averne altri? Puoi prenotare un primo colloquio su www.francescadrudipsicologa.com — online o in presenza a Roma, studio in zona Largo Somalia/Africano e Porta Pia.


Prenditi cura di te.

Un caro saluto

 
 
 

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